La valle del torrente Meleta

Continua il mio progetto "EsploraFiora": stavolta tocca a un settore del torrente Meleta che ancora non avevo avuto modo di visitare. A mollo, s'intende. Tra strettoie, forre, boschi e qualche piccola sorpresa archeologica, l'avventura si è rivelata molto fruttuosa.

Cominciamo proprio dagli aspetti archeologici: la valle, che si trova a ridosso di Pitigliano, è stata certamente molto frequentata, nell'antichità. Si incontrano diversi passaggi, piccole vie cave, guadi. In un punto, ci sono dei terrazzamenti sostenuti da possenti murature antiche.


Non lontano si notano ambienti ipogei, in buona parte franati, che testimoniano antiche frequentazioni. In questo punto decido di entrare in acqua, catapultandomi in un ambiente così verde che più verde non si può.


Il Meleta è un piccolo torrente, affluente del Lente e dunque sub-affluente della Fiora. Sebbene possa creare piene stagionali, il suo corso è normalmente caratterizzato da una presenza d'acqua non eccessiva: il fatto però che scorra tra rocce tufacee abbastanza morbide, gli ha permesso di scavare una forra stretta e profonda.


Si tratta di un ambiente solitario, in cui la presenza umana è molto ridotta, se si escludono i punti in cui la valle si allarga appena e si rinvengono alcuni antichi sentieri, in uso ancora oggi. D'altra parte tutta l'area superiore è attivamente coltivata (e abitata): ma dalla forra tutto questo non si nota.


Debbo dire che il fascino di queste esplorazioni estive è proprio in questo collocarsi fuori dal mondo e in una prospettiva diversa dal solito, quasi che fosse lo stesso torrente a raccontarmi le sue storie e a mostrarmi le sue suggestioni.


Ovviamente non c'è solo l'acqua e le pareti di roccia. Estesi boschi proteggono questo ambiente e sebbene in larga parte cedui, nascondono esemplari arborei di tutto rispetto. Si tratta in genere di carpini, faggi (a quote inusuali) e ontani dalle forme contorte, dovute all'azione "capitozzatrice" delle piene...




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